La vita. Che strana dimensione dell'essere... spesso nel cuore della notte mi alzo dal letto con lo sguardo perso nel vuoto. Dalla finestra il leggero bagliore della luna filtra attraverso i vetri e si adagia sul pavimento. Mi alzo, apro la porta ed esco in giardino. Levo il capo e socchiudo gli occhi. Intorno alle tre tutto il cosmo è in armonico movimento e anche dal mio piccolo giardino ne percepisco la grandezza. Una scintilla d'infinito mi abbraccia. Il buon Dio difficilmente lascia solo colui che ha creato/amato. Non siamo mai stati soli. I dolori offuscano la sua presenza, le passioni ne rallentano l'azione. Occorre pensare. Meditare. Riflettere e riflettersi in Dio. Le scelte affrettate non vengono da Colui che ci ha dato la vita. Come una goccia lenta lasciamo che Dio scavi in noi. La verità, soltanto quella, ci rende liberi.
domenica 3 febbraio 2008
Le mie notti in giardino con Dio
Scritto da
Fernando Luce
intorno alle
21.59
Etichette: autocoscienza, riflessioni, silenzio, spiritualità
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4 commenti:
ma stai ancora in giardino?
e quindi???
Che fine hai fatto?
M.
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