La Chiesa cattolica ha avviato, già con Giovanni Paolo II, un percorso che mira a riprendere e rafforzare un'identità "perduta". In questo lavoro, inquietante per certi versi, il laico si pone il problema non di una religiosità critica nei confronti del "resto" ma di una sana critica della stessa religiosità.
L'affannata ricerca della identità "perduta" fa scattare irrimediabilmente la sindrome della difesa. In un tempo che favorisce, attraverso le nuove piazze mediatiche, un relativismo schizofrenico, il nuovo-vecchio cristiano ratzingeriano brilla, si aggrappa e, successivamente, si rifugia al monte dei "giusti", con un approccio al mondo tipico del neo convertito. Il giusto prega in latino e legge le encicliche. La sua dimora, il monte dei giusti, allontana e attrae ma di rado apre al dialogo. E così meglio conservare all'ovile la pecorella giusta che andare a cercare le novantanove che si sono perdute.
Visualizzazione post con etichetta Giovanni Paolo II. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Giovanni Paolo II. Mostra tutti i post
mercoledì 26 dicembre 2007
Il cristiano raztingeriano e le 99 pecore
Scritto da
Fernando Luce
intorno alle
21:39
6
commenti
Etichette: chiesa cattolica, Giovanni Paolo II, Raztinger, riflessioni
Iscriviti a:
Post (Atom)