mercoledì 26 dicembre 2007

Il cristiano raztingeriano e le 99 pecore

La Chiesa cattolica ha avviato, già con Giovanni Paolo II, un percorso che mira a riprendere e rafforzare un'identità "perduta". In questo lavoro, inquietante per certi versi, il laico si pone il problema non di una religiosità critica nei confronti del "resto" ma di una sana critica della stessa religiosità.
L'affannata ricerca della identità "perduta" fa scattare irrimediabilmente la sindrome della difesa. In un tempo che favorisce, attraverso le nuove piazze mediatiche, un relativismo schizofrenico, il nuovo-vecchio cristiano ratzingeriano brilla, si aggrappa e, successivamente, si rifugia al monte dei "giusti", con un approccio al mondo tipico del neo convertito. Il giusto prega in latino e legge le encicliche. La sua dimora, il monte dei giusti, allontana e attrae ma di rado apre al dialogo. E così meglio conservare all'ovile la pecorella giusta che andare a cercare le novantanove che si sono perdute.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Analisi condivisibile. Ma sei cattolico?
Giorgio

Anonimo ha detto...

Il vero peccato è non considerare più con la giusta attenzione il tema dell'ecumenismo affrontato oggi dal Vaticano. In troppi alzano facilmente la voce contro Benedetto XVI. In realtà il suo operato sarà capito solo successivamente.

Unknown ha detto...

gentile Fernando, capito qui dal blog di Salvo Toscano... e questo tuo post mi fa contatto con una domanda cui mi sono trovato a rispondere ieri.
L'argomento era: come preparare al battesimo dei figli coppie (o "parti" di coppie) che si sentono in dovere di "fare il corso"... abbiamo parlato di tante cose su cui non ti annoio... ma emergeva un dato: c'è in giro un bisogno sommerso di radicalità, e spesso la (mia) Chiesa invece di rispondere con la comunicazione della radilicatà di un incontro reale con Cristo (se c'è stato!!!), propone "la radicalizzazione" ideologica della fede, che così di venta l'ombra bellicosa di se stessa... una deriva allo stesso tempo comoda e insidiosa.
E non mi riferisco all'operato di Benedetto XVI

Anonimo ha detto...

io con piacere parlo con chi ha un volto preciso, si dialoga meglio, con gli altri ci si annoia.

Grazie per essere passato da me

Anonimo ha detto...

è una riflessione che mi pare centrata. questo senso di "assedio" che si va diffodendo non aiuta chi dovrebbe essere sale della terra. non so se la teologia di ratzinger sia direttamente responsabile di tutto questo, credo che ci sia anche il gioco (fin qui vincente) che certe correnti hanno avuto nel tirare la tonaca al papa.

E agganciandomi al commento del mio amico moralista, credo che il problema sia quello del cristianesimo senza cristo che così prepotentemente si va affermando. Un'idoltria della religione che tanto assomiglia a quela bersaglio delle più dure invettive del Cristo.
Saluti

Anonimo ha detto...

Il problema non l'identità, ma l'aggettivo che la qualifica: identità "murata" o identità "missionaria", identità-"scudo" o identità-"mano aperta"? In sostanza, identità del fariseo, che si fa corazza della verità, o di Cristo, che E' verità e pertanto si propone così come è?
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