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venerdì 25 gennaio 2008

Le crisi del Cristiano disimpegnato

Prodi cade con tutto il suo governo. A Roma si discute sulla dotta Sapienza. Nella chiesetta del mio paese si continua a recitare il Santo Rosario alle 17,30. Prendendo spunto dalle Scritture posso affermare che

  • Non c'è nulla di nuovo sotto il sole.
  • Tutto passa solo Dio resta.

Due verità inconfutabili almeno per chi si leva al mattino con il capo chino ed il cuore rivolto a Colui che ci ha donato la vita. Siamo molto bravi a perderci nelle parole e nella ricerca affannata del loro effetto. Resta difficile per il Cristiano agire. Forse perché il Cristiano ha dimenticato l'"abc" dell'agire, ovvero la preghiera. Dimensione ormai troppo lontana dalle piazze e dagli uffici. Forse oggi siamo diventati così tanto deboli da non avvertire il vuoto che dentro ci fa sprofondare lentamente nell'inutilità. Verso noi e verso il mondo. Il lavoro diventa un mezzo per sanare un bisogno, bisogno di denaro per lo più, e questo corrompe l'uomo. Siamo pronti e consapevoli che qualcosa può essere cambiato ma non sappiamo da dove cominciare.

Eppure Padri della Chiesa e Santi ne hanno tracciato più volte la via. Dalla Contemplazione si muove l'Azione. Dall'ascolto nasce la Parola. Dalla Parola si vedono i frutti.

giovedì 27 dicembre 2007

E vissero tutti felici e scontenti

Per il primo ministro Romano Prodi il Belpaese si è rimesso a camminare. Oggi è stato presentato alla stampa il resoconto delle attività di Governo per il 2007. Cosa possiamo dire? Alla fine siamo tutti felici e scontenti.
Da un lato ci spaventa ancora l'orco Berlusconi, per alcuni vero antipolitico italiano (Grillo... solo un cantore stagionale), dall'altro ci infastidiscono i tafferugli verbali dell'attuale maggioranza. Che il Paese progredisca nei numeri poco importa. Attorno si percepisce un comune malcontento ma soprattutto, causa di tutti i mali, un subdolo disinteresse per la gestione della "Cosa Pubblica".
In realtà qualcosa è venuto a mancare. Nella nostra epoca si è passati, in modo immediato e traumatico, da una cultura di processo ad una cultura di risultato. Saltando dei passaggi, sintetizzando, abbiamo gradualmente perso la capacità di analizzare. Il prossimo passo sarà dal pensiero all'immaginazione

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