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venerdì 25 gennaio 2008

Le crisi del Cristiano disimpegnato

Prodi cade con tutto il suo governo. A Roma si discute sulla dotta Sapienza. Nella chiesetta del mio paese si continua a recitare il Santo Rosario alle 17,30. Prendendo spunto dalle Scritture posso affermare che

  • Non c'è nulla di nuovo sotto il sole.
  • Tutto passa solo Dio resta.

Due verità inconfutabili almeno per chi si leva al mattino con il capo chino ed il cuore rivolto a Colui che ci ha donato la vita. Siamo molto bravi a perderci nelle parole e nella ricerca affannata del loro effetto. Resta difficile per il Cristiano agire. Forse perché il Cristiano ha dimenticato l'"abc" dell'agire, ovvero la preghiera. Dimensione ormai troppo lontana dalle piazze e dagli uffici. Forse oggi siamo diventati così tanto deboli da non avvertire il vuoto che dentro ci fa sprofondare lentamente nell'inutilità. Verso noi e verso il mondo. Il lavoro diventa un mezzo per sanare un bisogno, bisogno di denaro per lo più, e questo corrompe l'uomo. Siamo pronti e consapevoli che qualcosa può essere cambiato ma non sappiamo da dove cominciare.

Eppure Padri della Chiesa e Santi ne hanno tracciato più volte la via. Dalla Contemplazione si muove l'Azione. Dall'ascolto nasce la Parola. Dalla Parola si vedono i frutti.

lunedì 14 gennaio 2008

Le spalle del Papa e la faccia degli scienziati

A distanza di una settimana dal mio ultimo intervento virtuale su questo blog il caro Pontefice fa ancora parlare di sè. O meglio in tanti parlano di lui.
Celebra il momento della consacrazione eucaristica dando le spalle all'assemblea liturgica (su un blog leggevo che è un vecchio trucco delle rockstar come Celentano o Jim Morrison quello di dare le spalle al pubblico). Purtroppo dal faceto si passa in fretta al serio... I dotti negano l'ingresso del Papa alla Sapienza di Roma. Una lettera di 67 "cervelli" si schiera contro l'intervento di Ratzinger definendolo un evento incongruo.
Su questo fatto sono d'accordo con quanto scritto da Parole Corsare. Per il resto attendo giorni migliori per aggiornarvi sulla visita del mio caro amico e sulla mia ricerca d'Assoluto.

mercoledì 26 dicembre 2007

Il cristiano raztingeriano e le 99 pecore

La Chiesa cattolica ha avviato, già con Giovanni Paolo II, un percorso che mira a riprendere e rafforzare un'identità "perduta". In questo lavoro, inquietante per certi versi, il laico si pone il problema non di una religiosità critica nei confronti del "resto" ma di una sana critica della stessa religiosità.
L'affannata ricerca della identità "perduta" fa scattare irrimediabilmente la sindrome della difesa. In un tempo che favorisce, attraverso le nuove piazze mediatiche, un relativismo schizofrenico, il nuovo-vecchio cristiano ratzingeriano brilla, si aggrappa e, successivamente, si rifugia al monte dei "giusti", con un approccio al mondo tipico del neo convertito. Il giusto prega in latino e legge le encicliche. La sua dimora, il monte dei giusti, allontana e attrae ma di rado apre al dialogo. E così meglio conservare all'ovile la pecorella giusta che andare a cercare le novantanove che si sono perdute.

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